Pubblicità su questo blog?

Ho riguardato questo blog dopo un lungo periodo. Con un certo stupore mi sono accorto che alla fine di vari post appare della pubblicità che non ho certo inserito io.  Usavo un computer non mio.

Se ora faccio scorrere il blog con il mio PC non vedo alcuna pubblicità. Probabilmente vengo riconosciuto come autore.

Breve ricerca in Internet  e trovo una spiegazione abbastanza convincente qui: https://webpersignore.wordpress.com/2012/11/06/eliminare-inserire-pubblicita-sui-blog-wordpress/

Cercherò di approfondire. La pubblicità sarebbe un segno del sucesso del blog. Mah… quello che mi preoccupa è che il blog faccia uso di cookies traccianti.  Spero proprio di no.

A presto

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News (14)


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Il futuro dei giornali

Internet sta cambiando il modo di cercare le notizie: le cerchiamo sul web sempre più spesso. Questo sta mettendo in crisi i giornali? Si è svolto a Bagnaia un incontro con quattro grandi direttori di grandi giornali americani. Secondo loro i giornali non scompariranno. ll mercato per un giornalismo di qualità resiste, perché la gente apprezza le cose ben fatte. Alcuni giornali si affacciano ora su Facebook per rincorrere il pubblico, specialmente i giovani. Altri seguono i siti per capire cosa interessa al lettore, ma non per copiarli. Sono pronti anche per Apple watch: Il primo articolo affidato a Facebook è di 7000 parole, ma se i lettori lo richiederanno si potrà informare anche con una frase sull’orologio. Un famoso designer che ha ridisegnato la grafica di molti giornali la ha adattata al mobile perché da lì arrivano i lettori (vedi Paris Match e Wall Street Journal). Per documentarsi sull’argomento:

Come si leggono gli articoli su Facebook: http://www.corriere.it/tecnologia/cards/come-funziona-instant-articles-facebook-leggere-articoli-dentro-social-network/che-cos-instant-articles_principale.shtml Social sercher: un sito che si crea con le discussioni del momento sui social network (?)

WWW conference Firenze

Si è svolta a Firenze la 24esima edizione della International World Wide Web Conference. Una buona occasione per capire qualcosa in più di Internet, anche se l’appuntamento sembra un po’ sottovalutato dalla nostra stampa. Vedremo. Sì  parlato del futuro del web e particolarmente dei motori di ricerca. Sono stati premiati Brin e Page che proprio a questo appuntamento nel 2008 lanciarono Google presentando il documento «The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine».

Il concetto di ricerca si sta evolvendo. Ne hanno parlato alla conferenza di Firenze. Google riceve 3 miliardi di ricerce ed esamina 20 milardi di pagine al giorno. si stima che sul web ci siano 60 miliardi di pagine. Presto dovremo parlare di Motori di richiesta perchè Google non solo darà risposte, ma provederà a trovare delle soluzioni alla nostre richieste.

Phishing e password

Ancora molti i problemi con le password, specie quando si perdono e si devono recuperare. Molti non si ricordano più la risposta alla domanda di riserva per il recupero. Più sicuri sarebbero una seconda mail e meglio ancora il numero del cellulare.

Molti (il 97%!) non sanno riconoscere le mail fasulle e difendersi dal phishing.

Iniziative di grande successo

Fra queste Airbnb, Uber, Snapchat, Dropbox e Pinterest

Notizia di oggi: Uber Pop bloccata in tutta Italia

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Il processore

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In questo articolo: Una evoluzione parallela, dalle valvole al microprocessore, Valvole, Transistor, Circuiti integrati, Circuiti integrati a larga scala, Evoluzione e legge di Moore, L’intelligenza delle macchine fa paura?Il parere tranquillizzante di Faggin, Contro Faggin, Orientarsi fra i processori, Quali processori troviamo (maggio 2015) sul mercato? Dove trovare informazioni dettagliate su un processore
Livello: facile. Districarsi nella balele dei processori più difficile.

Una evoluzione parallela, dalle valvole al microprocessore

Il cuore del computer è detto Unità di elaborazione centrale o CPU (Central Processor Unity). Inizialmente costituito da una serie di valvole fragili e costose è stato nel tempo sostituito de un unico componente, il Micropocessore, detto anche Chip o Microchip. Questo elemento è diventato così economico che ha consentito la nascita dell’informatica popolare e lo troviamo oggi negli smartphone e presto in molti altri apparecchi. Dove ci porta questa diffusione di “intelligenza”? Più banalmente quale processore fa per noi nel caso dovessimo acquistare un nuovo personal computer?

Valvole

EniacUno dei primi computer elettronici, l’ENIAC (1946), progettato per scopi bellici (calcolare la traiettoria dei proiettili) ha cominciato a funzionare dopo la fine della seconda guerra mondiale. Per molto tempo è stato considerato il primo computer. Solo tardi si è appurato che aveva avuto dei predecessori come l’Atanasoff-Berry (ABC del 1937 -1942) sperimentato all’Università dell’Iowa e altri. L’ENIAC è rimasto un riferimento quale primo gradino nell’evoluzione del computer. Occupava un appartamento, funzionava con 17.000 valvole elettroioniche, quelle che si vedevano un tempo nelle radio e nelle TV.

RCA12ax7Le valvole consumavano un mucchio di corrente, si bruciavano e bisognava sostituirle spesso. Seguirono altri computer con le valvole, costosissimi e fragili e fu la prima generazione di computer.

Transistor

L’invenzione del transistor (1947) permise negli anni seguenti di sostituire le valvole con un componente solido, piccolo, economico, resistente e che consumava meno corrente.

Transistors rFu la seconda generazione (1955-1965).

Circuiti integrati

Venne poi l’idea di costruire delle schede con dei transistor raggruppati in un unico blocco, i circuiti integrati IC) a partire dal 1958.

Circ_IntSi arrivò così alla terza generazione (1965-1980) con potenza crescente e costi più bassi: http://www.computermuseum.it/history/generazione-3.htm

Circuiti integrati a larga scala

Dal 1980 in poi la quarta generazione. Nel 1971 la Intel costruì il primo microprocessore, il 4004, con una frequenza di 740 kHz. Conteneva 2.300 transistor, opera di Federico Faggin.

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Un angolino del 4004. Notare le iniziali di Federico Faggin

Seguirono chip in silicio (VLSI, very large scale integration, circuiti integrati a larga scala) che integravano migliaia, poi decine di migliaia e via via crescendo fino ad alcuni miliardi di componenti oggi. Nel 1981 IBM lancia il modello 5150, conosciuto come PC IBM, un personal computer. Era inizialmente dotato di microprocessore Intel 8088 (29.000 transistor) a 4,7 MHz, con 16 KB di RAM, espandibili, senza disco rigido, con due drive per floppy disk da 5.25″ a 160Kb, un monitor a fosfori verdi e sistema operativo PC-DOS, sviluppato dalla Microsoft.

Oggi troviamo i microprocessori, a volte potentissimi, in tutti i dispositivi mobile e presto negli oggetti più impensabili. Per fare che? Lo sbarco sulla luna dell’Apollo 11 nel 1969 fu assistito da un computer (Apollo Guidance Computer) con una potenza oggi considerata ridicola.

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Evoluzione e legge di Moore

Non si tratta di una vera legge, ma di una constatazione pratica pensata per la prima evoluzione dal 1965 al 1975, ma poi avveratasi per i successivi 50 anni. http://www.lescienze.it/news/2015/05/23/news/legge_di_moore_anniversario_50_anni-2619196/

Alcuni componenti elettronici, fondamentali per i PC come i processori, hanno continuato ad evolversi, raddoppiando la loro potenza e mantenendo più o meno inalterato il loro costo, ogni circa 18 mesi (24 mesi per altri). Questo significa che un PC dopo 9 anni è surclassato da un erede di 64 volte più potente. Una evoluzione simile l’hanno avuta le varie memorie e recentemente le chiavette di memoria USB.

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PDP-8

Nel 1965 un calcolatore (il PDP-8 primo computer commerciale di successo) occupava un armadio e aveva una memoria di 32 kB. Costava quasi 20.000 dollari. Oggi una chiavetta usb è un milione di volte più potente (32 GB) e costa 10 dollari, ha le dimensioni di una moneta e pesa pochi grammi: http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/cards/legge-moore-50-anni-dopo/metronomo-mondo-moderno_principale.shtml

Questo è stato possibile modificando i sistemi di fabbricazione per “stampare” un maggior numero di componenti (equivalenti ai transistor) con la stessa operazione. Si ricorreva alla riduzione delle misure (miniaturizzazione) e poi una volta arrivati vicino al limite massimo si è passati alla moltiplicazione dei processori. Abbiamo così oggi processori multicore (attualmente fino ad 8 core) persino negli smartphone. Oggi si punta anche a migliorare il rendimento.

Una attuale CPU di architettura Haswell (codice dell’undicesima generazione di processori Intel dal 2013 a 22 nanometri), comune nei PC, offre quattro core, una GPU (unità grafica) e molte altre funzioni in uno spazio di 177mm2, con 1,4 miliardi di transistor. Esistono già CPU con il triplo di transistor. Questo processore è 4000 volte più potente del primo 4004 e consuma 5000 volte meno energia. Il prezzo è calato di 50.000 volte: http://www.tomshw.it/news/50-anni-di-legge-di-moore-50-anni-di-spaventosa-innovazione-tecnologica-65640

Si discute se la velocità di evoluzione prevista dalla legge di Moore potrà continuare e per quanto ancora. Qualcuno pensa che si esaurirà intorno al 2020. Se continuasse avremmo risultati inverosimili: nel 2030 raggiungerebbe la potenza del cervello umano e nel 2060 di tutta l’umanità! Per chi vuole seguire il dibattito in corso…

L’intelligenza delle macchine fa paura?

Il parere tranquillizzante di Faggin

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Contro Faggin

Orientarsi fra i processori

Per scendere ad aspetti più pratici ci può capitare di dover comprare un computer e scegliere il processore. Ci troveremo di fronte a sigle quasi incomprensibili e, per i non addetti ai lavori, spesso fuorvianti. Con un po’ di pazienza è possibile arrivare a capire qualcosa di quello che stiamo per acquistare. Suggerisco di consultare qualche sito che dia consigli generici e che spieghi quali carattaristiche controllare. Una volta adocchiato qualche modello conviene acquisire informazioni precise sul medesimo.

Quali processori troviamo (maggio 2015) sul mercato?

Per un primissimo orientamento tenere presente questo schema. I processori sono ordinati, con molta approssimazione secondo le prestazioni e il costo. Occorre verificare per ogni  modello la reale collocazione.

Costo – prestazioni Intel AMD
Economici Celeron Sempron
Medio bassi Pentium Athlon II
Medi Core i3 Phenom II e A-Series APU
Medio alti Core i5
Performanti Core i7 Fx

Dove trovare informazioni dettagliate su un processore

I seguenti siti sono tutti in lingua inglese. Vi si trovano test di laboratorio, confronti e schede tecniche. Può succedere che un processore Intel i3 risulti più performante e meno costoso di un i5 (vedi figura). Bisogna capire se l’i5 ha altri pregi.

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Da cpubanchmark: la CPU Intel i3 al n°1 sembra avere prestazioni migliori dell’i5 al n° 2

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News (13)

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Microsoft

La rete che cambia

Password

Ricerche in Internet

Privacy

Mappe

Varie

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Blog: creare un nuovo post (2)

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In corso di pubblicazione e completamento

In questo articolo: Premessa, Accedere al nostro blog, Percorsi per creare i post, Post con testo impegnativo, Preparazione del testo e pre – formattazione, Formattazione, Aggiustamenti con il codice HTML, Salvare come bozza e Anteprima, Inserire una immagine, Pubblicare, Indicizzare, Eventuali correzioni.
Livello di difficoltà: il primo approccio con le varie interfacce può lasciare perplessi. Le difficoltà iniziali si superano acquisendo un minimo di consuetudine. Per un uso intenso delle immagini è utile una certa dimestichezza con il fotoritocco.

Premessa

Abbiamo lanciato il nostro blog sul web, per ora piuttosto spoglio (vedi: Avviare un blog). Vediamo ora come procedere creando un nuovo post con testo e immagini.

In un prossimo articolo ci occuperemo di:

  • migliorare l’aspetto complessivo del blog
  • dotare il blog di qualche dispositivo in più, chiamati gadget in Blogger e widgtet in WordPress .

Accedere al nostro blog

Per lavorare sul blog non basta vederlo come un qualunque visitatore. Dobbiamo accedere come amministratori.

Può darsi che il nostro computer per Worpdpress ci faccia entrare automaticamente perché ricorda i nostri dati di accesso. Nel caso di Blogger, anche se Google ci riconosce, occorre sempre attivare Blogger cliccando sul simbolo.

Se non siamo riconosciuti, perché magari usiamo un altro PC, dobbiamo fare il login con il nostro user ID (o l’indirizzo mail utilizzato per la registrazione) e la password.

Nel caso di Blogger (di Google) bisogna prima fare l’accesso a Google. Quando vedremo in alto a desta il nostro indirizzo e-mail, dovremo entrare in Blogger e poi nel nostro blog.

Ecco il segnale che siamo stati riconosciuti come amministratori in Blogger

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Una barra appare sopra il blog quando lo si vede nella qualità di amministratori

Idem per WordPress

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La barra nera sopra l’intestazione del blog indica che siamo stati riconosciuti come amministratori

Percorsi per creare i post

Il tipo di lavoro di preparazione del post dipende dalla natura e dalla complessità del post stesso. Ipotizziamo tre percorsi diversi.

Post con testi impegnativi:

  • preparazione del testo e pre – formattazione
  • salvataggio nel blog come bozza non visibile al pubblico
  • formattazione finale
  • aggiustamenti con il codice HTML
  • inserimento di immagini
  • pubblicazione
  • indicizzazione
  • eventuale correzione

Post semplici

Se vogliamo pubblicare un post con un testo molto semplice, magari a base di immagini, il percorso sopra delineato può essere semplificato di molto. É possibile pubblicare il post vuoto, magari cominciando dal titolo, e poi completarlo per successive modifche.

Post a base di immagini

Nel caso di un uso massiccio e sistematico di immagini converrà organizzare nel nostro PC un archivio dedicato al nostro blog in cui collocare le immagini predisposte per la pubblicazione.

Post con testo impegnativo

Preparazione del testo e pre- formattazione

Per preparare un testo complesso suggerisco di usare dei buoni programmi di videoscrittura come Word o Writer. La loro comodità è impagabile, per la presenza di un correttore ortografico evoluto (sul blog non sempre c’è il correttore ortografico e a volte è molo rudimentale), del thesaurus (sinonimi e contrari) e di altre piccole funzioni (conversione maiuscole minuscole, link “automatici”, ecc).

La formattazione verrà mantenuta discretamente in WordPress. Conviene limitarsi ad una più semplice possibile.

In Blogger il passaggio diretto da Word crea un codice molto complicato e più pesante, difficile da correggere manualmente. Writer crea un codice più pulito. Con Word è consigliabile salvare in puro testo oppure filtrare il file con un programma che lavora in puro testo come Blocco note o PSPad. In ogni caso le formattazioni complicate sono da evitare.

Formattazione

Una volta scritto un testo lo si può trasferire sul blog con il copia e incolla, seguendo i consigli al precedente punto, e salvare come bozza. Non tutto viene riportato fedelmente. Alcune formattazioni spariscono, altre si presentano deformate, avremo qualche riga vuota in più… tutte cose che si correggono rapidamente.

La formattazione finale si farà direttamente sul blog: titoli di vario livello, elenchi puntati, ecc. il risultato dall’ambiente del blog (sia dalla piattaforma che dal tema scelto).

Formattazione in Blogger

In Blogger troviamo titoli di diverso livello con possibilità di cambiare font, stile, dimensione e colore e colore di sfondo del testo

Barra B_r

Fig 1 – la barra per la formattazione in Blogger

Formattazione in WordPress.com

In WordPress.com troviamo meno possibilità, fra cui lo stile e il colore. Molto dipende dal tema

barra wp_r

Fig 2 – la barra per la formattazione in WordPress

Aggiustamenti con il codice HTML

Per chi conosce il codice HTML qualche semplice aggiustamento si potrà fare da lì

  • In Blogger si passa dalla posizione Scrivi a HTML (vedi Fig 1)
  • In WordPress dalla posizione Visuale (= Scrivi) a Testo (= HTML) (Vedi Fig 2)
HTML_r

Fig 3 – questo post visto in modalità Testo, cioè in HTML

Per i titoli se non fosse possibile ricorrere a una loro organizzazione gerarchica la si può ottenere direttamente dal codice HTML.

titoli HTMLCon il codice HTML si possono fare anche altre cose, come ad esempio creare degli sfondi colorati. Non tutti i tag dell’HTML però sono accettati.

Salvare come bozza e anteprima

Se non siamo sicuri di aver preparato un buon post e ci vogliamo riservare qualche controllo prima della pubblicazione possiamo salvarlo come bozza e controllare con l’anteprima il risultato.

Inserire una immagine

Il procedimento è sostanzialmente simile nelle due piattaforme anche se i termini usati e le interfacce sono diverse.

In Blogger

Si colloca il puntatore del mouse dove vogliamo inserire l’immagine, quindi si clicca su Inserisci immagine, si carica l’immagine voluta su una specie di tavolozza e quindi la si aggiunge. Chiudendo e riaprendo Blogger la tavolozza apparirà vuota.

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La “tavolozza” per inserire le immaini in Blogger

Una volta inserita l’immagine si decide la dimensione, l’allineamento e si può inserire una didascalia

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Barra per modificare alcune proprietà di una immagine in Blogger

In WordPress

Si clicca su Aggiungi media, si procede al Caricamento file su una specie di tavolozza e quindi si inserisce il file immagine nel punto desiderato.

Tavolozza_r

La “tavolozza” per inserire le immagini in Worpress

Chiudendo e riaprendo WordPress avremo sempre sulla tavolozza tutte le immagini usate.

Dimensione, allineamento e didascalia si possono decidere prima dell’inserimento, ma anche dopo. Cliccndo sull’immagine appare una barra che consente di modificare l’allinameno, di aggiungere o modificare la didascalia e di rimuovere l”immagine.

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La barra per modificare allineamento e didascalia o rimuovere l’immagine

Pubblicare il post

Una volta soddisfatti del risultato non resta che pubblicarlo. Basta premere l’apposito comando ed attende il segnale che il trasferimento è stato eseguito. Quando le linee sono lente occorre un po’ di pazienza.

Modificare un post pubblicato è più comodo che uno salvato in bozza. Per cui quando il post è abbastanza definito conviene pubblicarlo e proceder poi agli ultimi ritocchi

Indicizzazione

Una volta pubblicato il post apparirà automaticamente in un indice (dipende dall’apposito gadget / widget scelto).

In Blogger

É possibile creare delle etichette, specie di parole chiave legate ad un argomento, che potranno apparire in un indice apposito, per esempio un indice a nuvola. Cliccando in questo indice su una etichetta potremo richiamere tutti i post in cui si parla di quell’argomento

In WordPress

É possibile classificare il post in categorie generali o in tag, argomenti specifici. A secondo e del tema scelto e dei widget vedremo usi diversi di queste classificazioni. Dovrebbero servire anche a caratterizzare il post nei motori di ricerca, ma di questo non sono sicuro.

Eventuali correzioni

Uno dei vantaggi di queste piattaforme è che consentono correzioni e modifiche in ogni momento e senza alcun limite, il tutto con estrema facilità.

In Blogger basta cliccare sul simbolo della matita che appare in fondo al post

In WordPress si clicca sulla scritta modifica, sempre in fondo al post.

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Ridimensionare foto in serie

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In questo articolo: Quando farlo? Quale programma scegliere? Visualizzare le foto, Fotosizer, Selezionare le foto da ridimensionare, Scegliere la dimensione finale, Creare o scegliere la cartella di diestinazione, Assegnare un nome diverso alle foto ridotte, Irfanview, Opzioni, Altri programmi di ridimensionamento
Livello di difficoltà: l’uso di Fotosizer è semplice. Meno semplice ma utile è sapersi destreggiare fra le cartelle nell’albero dell’hard disk.

Quando farlo?

Le fotografie digitali vanno ridimensionate almeno in due occasioni diverse, quando ne vogliamo inviare molte per posta elettronica e quando vogliamo pubblicarle in Internet, per esempio su un forum o su un blog.

Nel primo caso, se abbiamo fretta, ecco che ci vengono utili i programmi descritti qui, in questo articolo. Per ridurre 100 foto possone servire circa 6 minuti in cui il PC lavora da solo.

Nel secondo caso è meglio dedicarsi con cura ad una foto alla volta (vedi: Software per fotoritocco). Ovviamente occorre molto più tempo e impegno. Se per ogni foto, ad essere molto veloci, serve 1 minuto, per 100 foto, contando di scartare molti scatti, servirà più di 1 ora di buona concentrazione.

Quale programma scegliere?

Se cerchiamo sui vari siti di download del software (vedi: Software gratis da Internet) un programma per ridimensionare le foto in serie c’è da perdere la testa. Ne troviamo talmente tanti che ciascun sito ne consiglia di diversi. Difficile capire qual è il migliore andando a controllare i punteggi degli esperti e il gradimento degli utenti. L’abbondanza forse è dovuta al fatto che questi programmi devono svolgere una operazione relativamente semplice. Questo però ci dice che è abbastanza difficile sbagliare scelta.

Ne proponiamo qui due: Fotosizer e Irfanview egualmente validi, il primo dedicato esclusivamente a questa funzione, il secondo invece è un visualizzatore di immagini molto popolare che svolge questa funzione in modo semplice ed essenziale.

Potreste tenerli entrambi sul vostro PC. Sono diversi ma per questo scopo vanno benissimo

Il guaio è che questi programmi non si usano spesso, e,  all’occorrenza,  può capitare di non ricordarsi come destreggiarsi nelle varie regolazioni. Spero che questo articolo possa aiutarvi a rinfrescare la memoria.

Visualizzare le foto

In genere per visualizzare le foto basta lo strumento già incluso nel Sistema Operativo, ma a volte è comodo ricorrere a programmi specializzati, che hanno sempre qualche funzione in più.

Permettono

  • di vedere molte immagini insieme in varie dimensioni,
  • di raddrizzarle automaticamente,
  • di vedere assieme alla foto i vari dati
  • e molto altro.

Uno dei migliori, se non il migliore è Irfanview. Lo uso raramente ma è importante averlo a disposizione. Il vostro PC non ne soffrirà di certo. Ne parlo qui per uno dei suoi tanti pregi, fra cui la capacità di ridimensionare le foto in batteria.

Fotosizer

Molti programmi fanno tante cose ma spesso ne fanno poche bene e le altre così, così. Meglio usare quelli che fanno una cosa sola ma bene. Fotosizer è uno di questi.

Consiglio Fotosizer, nella versione gratuita. È localizzabile in italiano.

Ridimensiona tutte le foto che vogliamo in una volta sola, meglio se in un’unica cartella, mette i risultati in una cartella diversa e può modificare il nome.

Ecco come si presenta una volta installato

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Fig 1: 1 – opzioni per lingua italiana, 2 – Caericare i file di una cartella, 3 – regolare le dimensioni finali, 4- misure predisposte 800 x 600, 5 – mantenere le proporzioni

Se non appare in italiano basta andare nelle opzioni (Fig 1, punto 1) e selezionare l’italiano, una volta per tutte.

La cosa più difficile, si fa per dire, è impostare le varie opzioni. Ce ne sono diverse ma alcune abbastanza inutili. Vediamo le essenziali che sono quattro:

  1. Selezionare le foto (i file) da ridimensionare
  2. Stabilire la dimensione finale in pixel
  3. Creare o scegliere la cartella di diestinazione
  4. Rinominare le foto (i file)

Selezionare le foto da ridimensionare

Nella parte sinistra dovete andare a selezionare le foto da ridimensionare. Basta indicare la cartella con Aggiungi cartella (Fig 1, punto 2) , ma anche le singole foto.

Appariranno le foto (volendo potete modificare la modalità di visualizzazione ma lascerei perdere).

Scegliere la dimensione finale

Da Settaggi di ridimensionamento (Fig 1, punto 3) si sceglie la dimensione finale. Se non sapete cosa scegliere usate le dimensioni preselezionate, per esempio 600 x 800 (Fig 1, punto 4) . Controllare  che sia selezionato solo Mantieni le proporzioni (Fig 1, punto 5) . Ci pensa eventualmente il programma a dimensionare uno dei due lati in modo diverso, se necessario.

Creare o scegliere una cartella di destinazione

Saltate le altre opzioni a andate a Scegli destinazione (Fig 2, punto 1). Scegliete la cartela di destinazione se l’avete già (Fig 2, punto 2), altrimenti la potete creare dal programma stesso (Fig 2, punto 3) .

Se dovete creare delle specie di provini che poi non vi serviranno più, potete creare una cartella provvisoria sul desktop. Se le foto sono di una gita a Mantova del 24/05/2015 chiamatela Mantova 240515 ridotte. Ma va bene anche Prova o Provini.

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Assegnare un nome diverso alle foto ridotte

Una regola fondamentale per chi fa foto digitali è conservare gli scatti originali in un archivio ben organizzato, oltre che fare il backup. Le foto ridotte in serie non sono di solito così importanti come gli originali ed è bene distinguerle con un nome diverso. Basta aggiungere una sigla al nome originale, in modo che questo sia riconoscibile.

L’ultima opzione da scegliere serve a modificare il nome di ogni foto (Fig 2, punto 4).

  • Evitate %F che mantiene il nome originale.
  • Io preferisco %F_r che per me vuol dire foto ridotta. Se il file originale è IMG_0832.jpg otterrete IMG_0832_r.jpg.
  • Va bene anche %F_%Wx%H che aggiunge al nome le misure in pixel della foto ridotta. Così nell’esempio IMG_0832_800x530.jpg.

A questo punto basta premere il pulsante Avvio (Fig 2, punto 5) e in pochi secondi o minuti avrete finito il vostro lavoro

Quando userete nuovamente il programma troverete le impostazioni già selezionate e farete ancora prima. Controllate piuttosto che le impostazioni vadano bene.

All’avvio vi chiederà se volete passare alla versione professionale. Potete ignorare la richiesta.

Irfanview

Qui trovate delle istruzioni dettagliate: http://www.settorezero.com/wordpress/ridimensionare-le-foto-in-blocco-con-irfanview/

La funzione di ridimensionamento

Si trova in File / Conversione inserie (Fig 3)

Irf 1_r

Fig 3

Le opzioni

Le opzioni si trovano quasi tutte nel menù Conversione in serie (Fig 4)

Vediamole seguendi i punti indicati nella Figura 4:

  1. Selezionare la funzione Converti in serie e Rinomina i file risultanti
  2. Selezionare la cartella che contiene le foto da ridimensionare
  3. Aggiungere tutti i  file (volendo si rimuovono o si aggingono singolarmente dall’elenco)
  4. Per stabilire le dimensioni delle foto risultanti occorre aprire un sotto menù (Fig 5)
  5. Per modificare il nome selezionare o scrivere il codice opportuno. $N_r aggiungerà al nome originale la sigla _r.
  6. Selzionare la cartella di destinazione
  7. Avviare il ridimensionamento in serie
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Fig 4

Per stabilire le dimensioni dei file finali occorre aprire da Avanzate (Fig 4, punto 4)  il sottomenù  rappresentato nella Figura 5.

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Fig 5

Vediamo quali opzioni selezionare seguendo i punti indicati nella medesima figura:

  1. Selezionare Ridimensiona. Automaticamente si selezionerà anche Imposta nuovedimensioni.
  2. Impostare il lato lungo, per esempio a 800
  3. Controllare che siano selezionati Mantieni le proporzioni e Usa la funzione ricampiona
  4. Cliccare su OK per tornare al menù precedente (Fig 4) e riprendere dall punto 5.

Quale preferire fra Fotosizer e Irfanview?

Fotosizer sembra più intuitivo e facilità alcune scelte già predisposte. In Irfanview non sono riuscito a creare una cartella di destinazione che non fosse una sottocartella di quella degli originali e ci sono moltissime opzioni che lo rendono adattabile a molti altri scopi ma che rischiano di confondere le idee. In compenso Irfanview è stato molto più rapido a ridimensionare le stesse foto.

Altri programmi di ridimensionamento

Fra i molti…

  • Fastone Photo Resizer
  • Light image resizer
  • File minimizer-pictures
  • VSO image resizer
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Avviare un blog

Muga-Diary

Le possibilità

Il primo problema di chi, inesperto (ma chi non lo è?), vuole provare a creare un blog è sapere quali sono le piattaforme predisposte disponibili.

Le più note sono sicuramente Blogger e WordPress.com, entrambe gratuite, ma ce ne sono molte altre. Difficile immaginare che qualcuno le conosca e le abbia provate tutte ma in Internet possiamo trovare molte indicazioni utili ad orientaci. Fra queste:

Ed ecco un piccolo elenco delle piattaforme “altre” più consigliate, tutte in italiano, salvo la prima:

Quale strada imboccare?

Il web è strapieno di discussioni e consigli in merito. Provate a cercare in un motore di ricerca “Blogger vs wordpress.com” e guardate quanti milioni di risultati ottenete…

Per chi vuole fare della prove e non ha troppe pretese, ma nemmeno vuole precludersi risultati di rilievo, le due piattaforme gratuite più note si equivalgono, fatto salvo il fatto che nessuno vieta di provare altre strade… ovviamente.

Blogger appare più completo e meglio supportato, ma non offre possibilità di sviluppo.

WordPress.com sembra invece propedeutico a delle implementazioni non gratuite, ma per chi non ha mire professionali la cosa è irrilevante. Costituisce una specie di palestra protetta con alcuni limiti (a secondo del tema scelto), che si possono superare acquistando delle funzionalità, oppure passando a Worpress.org dove i limiti non ci sono più.

WordPress.org consente di fare delle prove sul proprio computer installando un web server e wordpress.org anche insieme. Il computer deve avere buone prestazioni. Per pubblicare poi il blog occorre acquistare un dominio ed uno spazio sul web (questo si trova anche gratis), solitamente ad un piccolo costo annuale. É sconsigliabile per chi muove i primi passi.

Adattamento al mobile

In questi giorni Google ha deciso di favorire nelle sue risposte alle ricerche i siti adatti al mobile. I blog di blogger lo sono, quelli di wordpress.com non tutti (a secondo dei temi) , ma si possono adattare facilmente (così è stato fatto per questo). E così anche qui siamo in pareggio.

Se volete testare un blog, per vedere se è adatto al mobile, potete controllare da qui

Rompiamo il ghiaccio

Proviamo ora a rimboccarci le maniche sia con blogger che con wordpress.com. Troveremo definizioni e procedure diverse per fare cose molto simili. Questione di farci l’abitudine.

Con Blogger

1 – Login

Per prima cosa dovete farvi un account per Google se non lo avete.  Se usate Gmail ce l’avete già. Aprite la pagina iniziale di Google: www.google.it e fate l’accesso, meglio dal vostro computer. Se non è il vostro fate attenzione a non memorizzare il collegamento. Vedrete il vostro indirizzo, tipo mioID@gmail.com apparire in alto a destra (1 di Fig. 1).

Crea1

Figura 1

2 – Blogger

Cliccate sul simbolo delle app costituito da 9 quadratini (2 di Fig. 1). Cliccate ancora in basso su “Altro” (3 di Fig. 1).  Apparirà il simbolo di Blogger (4 di Fig. 1), cliccate e avrete la pagina per iniziare.

3 – Titolo del blog e indirizzo

Dovete scegliere il titolo (1 di Fig. 2)  e l’indirizzo del blog (2 di Fig. 2), meglio se assonanti. Questo blog si chiama Internet e vai mentre l’indirizzo è internetevai.wordpress.com

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Figura 2

Quando inserite il i titolo che avete pensato potrà capitarvi, come è capitato a me, che il titolo ideale sia già occupato (3 di Fig. 2) o peggio sia identico a quello di qualche altra testata (sito, impresa, ecc) . Preparatevi  quindi delle soluzioni alternative. Il titolo si può anche cambiare in un secondo momento ma l’indirizzo, una volta scelto, no.

4 – Tema

Dovrete scegliere il tema (4 di Fig. 2). Consiglio il più semplice possibile. Il tema determina la grafica come in una rivista: impaginazione, caratteri, ecc.

A questo punto il blog è impostato e potete già pubblicarlo (5 di Fig. 2).  Nel tempo potrete arricchirne l’aspetto e personalizzarlo, ma il più è fatto.

5 – La bacheca di lavoro (dashboard)

Il bolg così publicato apparirà ovviamente molto spoglio. Prima di provvedere ad implementarlo conviene addestrarsi a passare dalla visualizzazione  (come lo vede un utente) al “cruscotto di comando” che serve a fare ogni modifica (come lo vede il proprietario o amministratore).

6 – Scrivere un post

Potete ora scrivere il primo post (articolo) e pubblicarlo. Se non avete idee mandate il classico saluto al mondo usato dai programmatori: Buongiorno mondo. Per provare l’effetto che fa, va benissimo.

Non dovete temere critiche, anche perchè all’inizio il bolg si perderà fra miliardi di pagine web e dovrete impegnarvi un bel po’ per conquistare il vostro pubblico. Anzi, le prime volte, rischierete di fare fatica a ritrovarlo voi stessi.

7 – Mettetelo nei preferiti

Consiglio quindi di inserire, sempre se state usando il vostro PC,  l’indirizzo del vostro blog nella barra dei preferiti. Risparmierete un mucchio di fatica in seguito.

Con WordPress

1- accedete a worpress.com

il sito italiano è https://wordpress.com/

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2 – Login

Basta avere un indirizzo di posta elettronica qualsiasi su cui riceverete, alla fine della registrazione, un codice di convalida. Prendete nota su carta dei dati che immetterete.

3 – Compilate un modulo semplicissimo in 5 pagine

  • 1 di 5 – scelta dell’indirizzo del blog

Crea 1_5  wp

  • 2 di 5 – inserimento di un proprio indirizzo e-mail, scelta del nome utente (va bene la parte iniziale della e-mail)  e scelta di una password (che non c’entra nulla con quella della e-mail). Per accedere successivamente a wordpress.com e quindi alla bacheca per la modifica del blog occorrerà indicare il nome utente (o l’indirizzo mail) ed inserire la password.
  • 3 di 5 – da saltare se non siete un professionista che lavora per altri

Crea 3_5  wp

  • 4 di 5 – scelta del tema (la scelta è importante per l’aspetto ma anche per le funzioni di formattazioni che saranno rese disponibili)

Crea 4_5  wp

  • 5 di 5 – scelta del piano (gratuito ovviamente)

Crea 5_5  wp

A questo punto si procede analogamente  a quanto detto per blogger a partire dal punto 5

Ovviamente i temi disponibili sono diversi, come il nome e la posizione dei comandi. La bacheca apparirà completamente diversa, ma alla fin fine le cose da fare e da capire saranno molto simili.

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Il codice QR.. e gli altri (a barre ed NFC)

QRCode2

Un codice QR reinterpretato…

Viaggiare con il QR verso expo 2015

A pochi gironi dall’inaugurazione di Expo l’ATM lancia il mobile ticketing (la possibilità di fare un biglietto “virtuale” da smartphone o da tablet).

Dal sito dell’ATM: http://www.atm.it/it/ViaggiaConNoi/Pagine/ATMMobile.aspx

ATM Milano Official App rATM Milano Official App 1rPer la prima volta in Italia, il biglietto acquistato con lo smartphone, potrà far aprire il tornello d’ingresso delle metropolitana grazie al QR Code.

Con la APP ATM MILANO, o con un semplice SMS, i possessori di un dispositivo mobile, dopo aver acquistato il biglietto (il titolo di viaggio), riceveranno un QR Code che servirà per entrare nel metrò o per viaggiare sui tram e autobus senza necessità di altra convalida.

Pare che al momento l’App non sia ancora ben rodata…

Il codice a barre

220px-Wikipedia_barcode_128.svgIdeato dal 1948 è entrato concretamente nell’uso intorno al 1974 in un supermercato USA con un pacchetto di gomme ora in un museo: http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_a_barre

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In alcuni supermercati il cliente utilizza direttamente un lettore a barre per evitare la coda alla cassa

Tutti abbiamo visto al supermercato la cassiera leggere il prezzo di un prodotto con un arnese connesso alla cassa e magari lo abbiamo fatto anche noi con i dispositivi che servono appunto a controllare il prezzo in caso di dubbio. Quelli sono lettori di codice a barre.

In alcuni supermercati per risparmiare la coda alle casse è possibile usare da soli un lettore mano a mano che si mettono nel carrello le merci. Alla cassa il conto è fatto.

Il codice a barre, in tipi diversi, è usatissimo per gli alimentari, per i farmaci e in genere per le merci movimentate nei magazzini.

Cos’è il codice QR?

Esiste dal 1994, ideato in Giappone, rilasciato dal 1999 in licenza libera: http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR

Il codice QR (Quick Response Code) ha una forma diversa dal precedente (è quadrato) ed è potenzialmente più ricco di informazioni ma è qualcosa di molto simile. Qualunque smartphone, dotato di macchina fotografica (cioè proprio tutti) può trasformarsi in un lettore di codice QR (oltre che di codici a barre), con un programma apposito che si scarica gratuitamente da Internet.

Non ha caso il codice QR ha cominciato ad essere utilizzato con la crescente diffusione degli smartphone.

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Una pubblicità con il codice QR

Sono ormai molti gli avvisi, cartelli, pubblicità, mostre che si servono di questo codice, ma probabilmente te ancora molte gli impieghi da ideare.

VI.P_Mela Val Venosta_QR-Code_bollino-714402_rOccorre un dispositivo mobile (difficile andare in giro con il portatile in certe situazioni) che fotografi il codice, lo memorizzi e poi con un software o meglio, come si dice, una app apposita lo decodifichi.

In genere contiene un messaggio (tecnicamente una stringa di caratteri, fino a 4000 alfanumerici o 7000 numerici), che può essere per esempio l’indirizzo di una pagina web (URL).

Leggere il QR

Sono molte le applicazioni gratuite di lettura dei QR distribuite sia dall’Android Market, che da App Store o da altri siti web.

Qui qualche esempio per Android

  • QR Code reader voto 4, utilizzatori 350.000 (sembra richiedere meno risorse)
  • QR Droid Code Scanner voto 4,1, utilizzatori 000
  • QR Droid Private™ (Italiano), voto 4,1, utilizzatori 23.000
  • Barcode scanner voto 4.1, utilizzatori 711.000

Creare un QR

qrcode laghetto san Carlo

Il QR per accedere al blog: http://laghettosancarlo.blogspot.it/

Esistono anche i sistemi per creare i codici QR. Qui rientrano in gioco anche i computer.

Il sistema più comodo per chi deve fare questa operazione occasionalmente è rivogersi a qualche sito

Siti per creare un codice QR on line (Da http://www.giovannifracasso.it/qrcode-creare/)

Oltre i codici grafici: l’NFC

Esiste già un nuovo codice che emette dei segnali radio fino a una distanza di pochi centimetri. Avvicinando un rilevatore (in genere un comune smartphone dotato di apposito sensore) permette la decodifica. Si prospetta l’uso per il pagamento di piccole somme e per altri impieghi.

Se ne parla molto e da tempo ma il codice NFC non sembra ancora molto diffuso. Il problema forse è che le tecnologie in campo sono diverse e non trovano ancora soluzioni standardizzate.

Link

Info operative: http://www.aranzulla.it/programmi-per-qr-code-29618.html

Applicazioni del codice QR

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Comprare online

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In questo articolo: Situazione e tendenze,  Un’opportunità per i produttori, Quali merci e servizi si vendono on line?, Guide e consigli, Regole, diritti e garanzie, Altri consigli, Pagamento, Consegna, Infocommerce, Siti per confronto prezzi, Idem specializzati, Catene commerciali con attività online, Acquisto servizi online, Solo online con punto di ritiro locale, “Mercatini online”, Acquisti social, Produttori italiani sul web, I problemi riscontrati, Link, Rapporti e articoli su e-commerce in Italia, Altro, Creare siti di e-commerce. Difficoltà: l’articolo mira a dare un primo orientamento in questo vasto settore del web, incoraggiando il lettore ad una fruizione cauta, informata e consapevole.  Nota bene: Le informazioni sono semplificate e potrebbero essere rapidamente superate oltre che inesatte. Si raccomanda di verificarle direttamente alle varie fonti.

Situazione e tendenze

Il commercio online ha ormai preso piede in Italia e soprattutto è in forte crescita (+ 17% nel 2014 si avvicina a i 15 miliardi di €), ma è ancora lontano dai risultati altrui. Pari al 2% del commercio al dettaglio totale, in Francia e Germania è al 10% e in GB e USA oltre. Raddoppiati gli acquisti da mobile (9%). 15 milioni di italiani (43%) hanno fatto compere sulla rete e fra questi soprattutto i giovani. É facile prevedere una prossima espansione. Va detto che i dati da fonti diverse appaiono discordanti, ciononostante il loro significato è chiaro e univoco.

Il commercio online si divide a secondo se è fra produttori e commercianti (B2B), diretto al pubblico (B2C) o fra consumatori, in genere per l’usato (C2C). Qui ci occupiamo prevalentemente del secondo,  dal punto di vista del consumatore.

Si svolge per larga parte attraverso poche piattaforme specializzate: Amazon e Ebay (cui si aggiungerebbero Google e Qvc e operatori italiani come Banzai, Fratelli Carli e Lovethesign – da verificare). In Cina, ma con ramificazioni in occidente, domina Alibaba.

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c: L’e-commerce in Italia è sempre più appannaggio di Dot Com straniere (come ad esempio Amazon, Booking.com, Expedia, Privalia, vente-privee.com), cui si aggiungono alcune italiane (come Banzai e YOOX Group) – che complessivamente detengono oltre il 50% del mercato. Deboli invece sono gli operatori tradizionali (produttori e retailer).

Un’opportunità per i produttori

Nel nostro paese si registra proprio in questo campo, secondo molti, un grave ritardo. Organizzarsi per vendere online significa aprirsi al mercato mondiale per 1 miliardo e forse 2 possibili acquirenti (su 2,6 di utenti Internet).

Quali merci o servizi si vendono online?

Anche qui i dati sono altalenanti, ma sufficientemente orientativi. I seguenti sono tratti da Osservatorio eCommerce B2c con indicazioni aggiuntive da articolo Sole 24 Ore (queste datate ma sempre interessanti). Alcuni inseriscono nella voce “tempo libero” i giochi d’azzardo online che così sale alla prima posizione, riducendo le percentuali degli altri settori. La sostanza tuttavia non cambia.

  • Turismo 41%
  • Abbigliamento 14% – Yoox ed all’ingresso di alcuni tra i grandi marchi del fashion italiano (Marni, Armani, Valentino, Diesel, Stone Island, Miss Sixty, Energie, Gucci , Prada, Bata)
  • Elettronica 12%
  • Assicurazioni 8% – la discesa in campo delle principali compagnie di assicurazione italiane, dell’arrivo di compagnie legate a importanti player internazionali (Quixa del gruppo Axa e ConTe di Admiral)
  • Editoria 3% – case editrici con punti vendita fisici (Hoepli.it), case editrici (Mondadori con Bol.it) e distributori (Messaggerie con Ibs.it) con progetti online che non hanno sinergie di brand con il canale fisico, distribuzione moderna (laFeltrinelli.it, nuovo ingresso di quest’anno), Dot Com che hanno stabilito relazioni forti con editori e distributori (Libreria Universitaria, Unilibro), importatori (Deastore.com)
  • Alimentari 1%
  • Altro 21%

Guide e consigli

Regole, diritti e garanzie

L’UE ha migliorato le garanzia dei consumatori nel 2014. Molte guide e consigli antecedenti non sono aggiornate.

Altri consigli

Pagamento

Per i pagamenti a note agenzie (es. acquisto biglietto ferroviario, acquisto presso nota catena commerciale, ecc) è possibile fidarsi. Molti per prudenza utilizzano carte prepagate. Il metodo più sicuro è pagare al ritiro della merce, cosa solitamente possibile nei punti predisposti. Per l’usato C2C è consigliabile lo scambio a mano.

Consegna

La consegna tramite corriere di solito è efficiente. Il decollo dell’e-commerce è legato anche a questo servizio. Per chi ha problemi ad attendere in un luogo un buon sistema è utilizzare i punti di ritiro. Occorre notare che a volte il costo della spedizione, che dovrebbe essere sempre indicato in modo chiaro, non è affatto trascurabile. Nei punti di ritiro spesso lo si evita. Lì  a volte si può anche pagare, fare delle prove ed eventualmente rifiutare la merce.

Infocommerce

Acquistare online comporta comunque alcuni rischi per cui, per chi è più diffidente (il 90 % degli italiani lo è) è quanto meno consigliabile utilizzare Internet per informarsi su servizi e prodotti. Questa pratica è utilissima e si chiama infocommerce. Da questo punto di vista Internet ha rivoluzionato il mercato. In Internet si trovano descrizioni dettagliate, schede tecniche, libretti d’istruzione, confronti con merci simili, pareri degli acquirenti, consigli degli esperti, prove di laboratorio, ecc. il tutto da valutare con un certo spirito critico. Può succedere comunque che chi si reca in un negozio fisico sia più informato di un commesso.

Siti per confronto prezzi

Forniscono in genere anche pareri e recensioni (alcuni esempi) e si trovano anche su FB.

Idem specializzati

Vari siti di confronto prezzi sono specializzati per articoli e servizi particolari (alcuni esempi)

Catene commerciali con attività online

Dispongono di un proprio sito con catalogo e possibilità di acquisto online. Molte sono presenti su Facebook (alcuni esempi)

Acquisto servizi online

Solo alcuni esempi fra i molti

Solo online con punti di ritiro locali

I punti di ritiro locali possono essere molto comodi, a secondo dei servizi che offorno, da verificare con attenzione.

  • Yeppon: http://www.yeppon.it/ (punto di ritiro a Milano e a Desio con pers. pag. senza sp. cons. )
  • Monclick: http://www.monclick.it/ (punti di ritiro presso TNT point con pers. pag. con sp. cons.)
  • ePrice: http://www.eprice.it/ punto di ritiro per es. a Monza con pers. pag. senza sp. cons., a Seregno solo automatico 24/24 h senza con pers. e pag. senza sp. cons.)

“Mercatini” online

Possono apparire come dei mercatini dell’usato, per la loro capacità di offrire scambi localizzati, ma alcuni sono tutt’altro. Sempre presenti sul Web, ma anche su Facebook e  Twitter. Wikipedia ne parla. Oltre ai colossi internazionali esiste una rete diffusa di piccoli annunci su carta stampata e sul web e di mercatini dell’usato fisici  e virtuali.

Acquisti social

Hanno fatto molto discutere, ma alla fin fine sembra che funzionino, sia pure con qualche alto e basso.

Produttori italiani sul web

Alcune ditte italiane del design attive sui social (Facebook e Twitter): Guzzini Illuminazione, Arper, Kartell.

I problemi riscontrati

Link

Rapporti e articoli su e-commerce in Italia

Altro

Creare siti di e-commerce

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News (12)

manread yel_blu
In questi giorni sono uscite diverse notizie interessanti relative a vari argomenti, fra cui la privacy, Facebook e le mappe.

Privacy e sicurezza

Diverse fonti ci spiegano come controllare quello che Google sa di noi. Una bella operazione trasparenza? Immagino che Google raccolga i nostri dati se al computer abbiamo fatto l’accesso. Se invece usiamo tablet o smartphone android, purchè siamo i nostri, l’accesso è intrinseco al loro uso.

Ed ecco le pagine indicate (nota che in molti casi le impostazioni sono modificabili):

Una specie di industria del crimine informatico si anniderebbe in una città dell’Est Europa. Interessanti e sofisticati i tipi di truffe che organizzerebbero, se non altro per imparare a difenderci: http://www.lastampa.it/2015/04/12/esteri/romania-nella-tana-degli-hacker-che-truffano-il-mondo-QzFBe0WWmycnHdT2PIC9LM/pagina.html

Facebook

FB sarebbe sotto indagine in diversi paesi europei.

Un magistrato consiglia caldamente le famiglie di non pubblicare le foto con i propri figli minori. Segue una riflessione articolata del rapporto fra bambini e social network… in teoria nemmeno consentito.

Mappe – Novità e geolocalizzazione

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